03.08.2022

TANTA PAURA PER NIENTE .. O QUASI!!

Partenza presto, col fresco. Strada scrausa uscendo nello scarso traffico cittadino di Uralsk; primi km così e così poi strada bellissima fino al confine. Ho una sensazione strana: in 130 km avrò incontrato si e no una decina di auto, quasi tutte kazake, probabilmente della zona, e soprattutto mancano completamente i miei amici di queste lunghe ore nelle strade della steppa, mancano i camionisti.

il traffico caotico fino al confine con la Russia

Un’idea comincia a farsi strada: il border è chiuso o non fanno passare traffico internazionale (come l’altro giorno tra Uzbekistan e Kazakhstan). Percorro la strada deserta con questo pensiero fisso, faccio rifornimento nell’ ultimo distributore prima del confine, chiedo informazioni ma nessuno capisce la domanda; boh, vado avanti e arrivo alla prima sbarra abbassata: due auto e due camion fermi. Si passa, non si passa .. Arriva un ragazzino in divisa, senza peli, biondo con le guance rosse, sicuramente di origine russa; alza la sbarra e senza parlare mi fa segno di andare avanti .. iuuuuuu, la frontiera è aperta e si può entrare in Russia. Le formalità richiederanno circa un’ ora e mezza ma entrerò alle 9 e ne uscirò alle 9.35: ho guadagnato un’ora solo passando da uno stato all’altro in 350 mt (chissà se Nicola e Almer, due dei miei “follower” (si dice così vero??!!) più accaniti avranno capito? .. hi hi hi ..).

Da qui a Saratov (in cirillico è scritto Capatob), città e porto di 850.000 abitanti, affacciata sul medio corso del Volga, la strada sarà bellissima (biliardo di panno verde) e bruttissima ( quella che chiamo strada m…a) a tratti alternati; di fianco il paesaggio è cambiato improvvisamente e la campagna vastissima appare coltivata principalmente a girasoli e grano (ma distese immense, eh ..).

strada m…a
distese di girasole a perdita d’occhio

Entrando in città si attraversa il fiume più lungo d’Europa su un bel ponte da cui si ammirano i palazzi sul lungofiume e la tanta gente in costume, intenta a prendere il sole o a fare una nuotatina sulle limpide acque. Trovo una gostinitsa con piscina e mi ci fermo.

la spiaggia sul Volga dal pont
una delle chiese ortodosse

Domani pochi km fino a Volgograd, la vecchia Stalingrado; ricordi importanti di un periodo passato .. che ogni tanto purtroppo ritorna: la guerra

02.08.2022

TEMUJIN BORJIGIN

No, no, non è uno scioglilingua, è il vero nome di Gengis Khan, uno dei più grandi condottieri della storia ma anche uno dei più terribili: dove passava si avevano addirittura cali demografici rilevanti con stermini di massa e carestie. Sotto di Lui l’impero andava dalla Cina settentrionale fino alla persia e con i suoi successori i mongoli arrivarono anche fino all’ Europa Orientale. Ma cosa centro io con Gengis Khan? Presto detto: finora non l’avevo mai fotografato ma le statue dell’ eroe a cavallo mi hanno seguito dalla Russia al Kazakhstan, all’ Uzbekistan, al Tajikistan, insomma tutta l’asia centrale è tappezzata delle sue immagini in tridimensione.

Parto col fresco e la rete della giacca Mission-T della Spidi lascia passare una piacevole frescura dopo il tanto caldo patito in questi giorni. Al di là che sono miei partners in questa avventura, devo dire che mi piace molto il concetto con cui è stata creata la Mission-T: le protezioni sono su una giacca in rete e quindi anche quando è caldo puoi viaggiare protetto e con buona ventilazione: A questa si aggiungono un fleece se fa più freddino ed una giacca completamente impermeabile esterna che rende il capo veramente comodo e a prova di tutti i climi.

Aqtobe, città di 500.000 abitanti è ancora addormentata quando me ne vado e la strada che imbocco è veramente bella .. almeno per i primi 150 km; poi comincia la strada m…a che non mi abbandonerà per quasi 200 km. Ma oggi volevo porre l’attenzione su altri due unicità dell’asia centrale: le fermate degli autobus e gli ingressi in villaggi e città.

Le fermate sono il vero centro del trasporto in Asia Centrale e sono quasi sempre ben curate e tenute: alla stazione si va, si aspetta (non si sa bene quando passerà l’ autobus o il pullmino), si mangia, si chiacchera, si beve, si fanno incontri .. insomma mezzo bar e mezzo pub. Gli ingressi invece danno spazio alla fantasia degli artisti locali che si sbizzarriscono nel crearli quanto più particolari e unici possibili.

Arrivo a Oral (la vecchia Uralsk) piuttosto presto ed ancora una volta vado in un ostello dentro un hotel: scelta fantastica perchè l’ambiente è grande, pulitissimo, organizzato e .. sono da solo con bagno in camera e tanto spazio e su letto non a castello!!

Domani giornata cruciale con passaggio frontiera Kazakhstan-Russia. Come sempre speremo ben.

Ciao ciao.

Diario del 01.08.2022

RIFLESSIONI MA .. NON ALLO SPECCHIO

Un’ alba radiosa mi accoglie al mattino presto quando parto; devo fare benzina ma il primo distributore dopo circa 80 km è andato in disuso e molti altri autisti come me non ne sapevano niente. Al prossimo sono altri 110 km, ma per fortuna Kazakina, se la tengo sotto un certo numero di giri consuma quasi nulla, e così .. ci arrivo. Così come arrivo presto, poco dopo le 13 ad Aqtobe, meta di giornata. La strada me la ricordavo meglio, nella parte centrale è veramente mal messa, ma tant’è, l’ho fatta e .. probabilmente non la farò mai più!!

Ma cosa pensa uno quando sta 10 e più ore con il culo incollato al sedile della moto .. Eh, già, si pensa molto, forse anche troppo, e ci si dimentica di guardare la strada e le buche, soprattutto qui in Kazakhstan, sono sempre in agguato.

Comunque si pensa a quello che si sta facendo, ad organizzare per il o i giorni successivi, si pensa ad Anna, si pensa a quello che è successo nei giorni precedenti, si pensa alle decisioni da prendere, si pensa a quel “cancaro” che Ti ha appena tagliato la strada (e non sono pensieri belli, eh ..), si pensa al perchè i cavalli allo stato brado spesso se ne stanno addossati gli uni agli altri, si pensa a chi vive in quelle case (spesso fatte di mattoni di paglia e fango) sperdute in mezzo al nulla che si vedono in lontananza dalla strada, si pensa se quelle nuvole porteranno pioggia o no, si pensa .. si pensa ,,

E intanto la strada fugge sotto le ruote, un altro distributore si avvicina, rifornimento, gelatino o caffè, 1/2 litro di Piko (succo d’arancia con polpa), e rifornimento dopo rifornimento, pensieri dopo pensieri, si arriva alla meta. E se si arriva presto si ha tutto il tempo di fare un giro e vedere le cose belle che la meta ha da offrire.

“E un altro giorno è andato, la sua musica ha finito, quanto tempo è già passato e passeràààà” cit. Francesco Guccini

Domani Oral (ancora Kazakhstan), pochi km dal confine russo.

Ciao ciao.