01.06.2023 LA PARTENZA

La sveglia suona presto in tutte le nostre case e da Tribano, da Conselve, da Ca’ Bianca di Boara e da Pontelongo i Ciao convergono tutti alla pizzeria Toco di Stefania e Luca: un sacco di amici e conoscenti sono qui convenuti per salutarci e farci sentire la loro vicinanza in questa occasione.

Un caffè, un cappuccino, una croissant od una pasta (gentilmente offerti da Luca) e poi via in direzione sud tra strade deserte in mezzo alla campagna ed anche un piccolo sterrato nell’ erba appena tagliata di un campo.

Baricetta, Ariano, la valle grande di Comacchio, il traghetto sul Reno e poi Santalberto dove ci fermiamo per una buona piadina al circolo Arci (incredibile la quantità di personaggi particolari che lo frequentano, vere macchiette di paese che parlano un simpaticissimo dialetto ); i kilometri volano sotto le ruote dei nostri “indomabili destrieri” d’ altri tempi e tra qualche fermata ai distributori di benzina e qualche altra ai bar lungo il percorso verso le 19 arriviamo a Pesaro: abbiamo percorso circa 235 km e siamo abbastanza stanchi .. non possiamo però fare a meno di notare come i piccoli Ciao abbiano resistito bellamente allo stress, forse anche meglio di qualcuno di noi.

Prendiamo due camere (una da 4 e una da 2 ) all’ albergo Astoria, proprio sul lungomare di Pesaro, e dopo una bella doccia ristoratrice usciamo per una cena al chiaro di luna.

I Ciao intanto riposano nel parcheggio, in parte coperto, dell’ albergo e noi decidiamo di fermarci in un piccolo ristorantino proprio sulla spiaggia: un bel piatto di spaghetti alle vongole, una burrata con pomodori ed alici del cantabrico, una buona Menabrea bella fresca ed un sorbetto al cafè sono una bella conclusione per una bella giornata.

Domani ci aspettano ancora oltre 200 km per arrivare in zona Pescara ma, se le previsioni saranno rispettate, ci dovrebbe attendere una gran bella giornata (e soprattutto con pochi camion, è vero ..).

Ciao ciao.

Errata corrige

Mi sono accorto che avevo scritto questo post ma mi ero dimenticato di pubblicarlo: ecco sistemato!!

28.04.2023 CHE BELLA LA CAMARGUE

Ma prima di parlare della Camargue devo riferire un episodio capitato stamattina.

Dunque, mi alzo alle sette, mi lavo, mi vesto, preparo il bagaglio e alle sette e mezzo sono già pronto sulla moto. Un po’ di traffico ma niente di che (Andorra non è Barcellona, questo è sicuro .. ) e dopo una decina di km mi fermo ad un distributore per fare colazione: prendo biscotti e cappuccino e vado a pagare e .. non c’è più la carta di credito rossa, la prepagata! Pago con l’ altra e mi tasto dappertutto .. niente. Esco, mangio e poi tiro fuori tutto il bagaglio e controllo nelle tasche del vestiario di ieri sera .. niente. Ritorno in Albergo, sperando che magari mi sia caduta .. niente. Riparto lasciando indirizzo e telefono alla reception nel caso dovessero trovarla e dopo pochi km penso di sapere dov’è e ritorno all’ albergo ma .. niente. Ok, l’ho persa, me ne faccio una ragione e via verso Puigcerdà, strada bella, paesini di pietra con tetto di scandole, terme più volte, mi fermo per una foto a Puigcerdà .. vuoi vedere che la card l’ ho messa per sbaglio nell’ altro porta fotografia? E’ proprio così, la trovo, mi do del “mona” e riparto felice: sono proprio vecchio!!

Rischio più volte di prendere acqua lungo il percorso che mi porta prima a Perpignan e poi a Montpellier, in una zona votata alla vigna ma comunque intervallata a coltivazioni di frutta e cereali.

Dopo Montpellier entro in Camargue e attraverso i paesi sempre sentiti nominare e mai visti: La Grande Motte, Le Grau du Roy, Les Aigues Morte .. bellissimo paesaggio tra mare e terra con migliaia di fenicotteri, tanti cavalli bianchi, case di un rosa tenue, saline, scuole di vela con barchini colorati.

Il mio fedele Auberge de Jeunesse è sempre al suo posto e anche se aspetto u po’ per il check in dentro di me sono felice: ho ritrovato la targhetta, sono in un posto conosciuto, domani incontro mio nipote Umberto e tutta la banda del Guriot .. e dopodomani riabbraccio Anna!!

Kazakina segna 56.300 km, più di 16.000 da quando sono partito e non ha avuto un problema che sia uno: lei brava, io fortunato ..

Ciao ciao.

Maurizio

30.04.2023 LA TERZA PARTE DEL AATW2 E’ TERMINATA

I 420 km di strada normale da Santa Vittoria a Pontelongo volano sotto le ruote di Kazakina (che al termine della giornata segnerà 17.400 km dalla partenza).

Al mattino tutta la banda del Guriot alle 8 è a salutarmi alla partenza: li saluto con un pò di commozione e poi via. Direi niente da segnalare lungo il percorso: Asti, Alessandria, Tortona, Cremona, Mantova, Montagnana .. le varie tappe passano davanti ai miei occhi ma la mia “ansia” è di arrivare il prima possibile ad abbracciare Anna.

Alle 14.30, quasi un’ora e mezza prima del previsto, trovo i cancelli aperti e Lei che mi sta aspettando (aveva visto che stavo arrivando seguendo il percorso sul dispositivo Alemasat, come ha fatto tutti i giorni dalla partenza del 28 febbraio). Abbracci, baci, commozione, e poi finalmente salgo in casa.

La terza parte di questo, per tanti motivi diversi e non sempre piacevoli, secondo giro del mondo in solitaria è terminata. Ora riposo tra le mura di casa e poi .. comincerò a pensare alla quarta parte, è vero!!

Grazie a tutti Voi che mi avete seguito con partecipazione, grazie dei tanti messaggi che mi avete scritto, grazie di accompagnarmi (qualcuno, come dice Lui, seduto sul sedile posteriore!!) durante il percorso, grazie di guardare e condividere le foto, grazie .. di esserci.

Vi do appuntamento nel 2024 con la quarta parte di questo particolare giro del mondo: gli oltre 30.000 km della panamericana, dall’ Alaska alla Terra del Fuoco, mi e ci aspettano.

Ciao ciao.

Maurizio

28.04.2023 COL DELLA MADDALENA: SONO IN ITALIA

Faccio una buona colazione, faccio rifornimento, parto con il piacere di tornare in Italia e sono fortunato perchè a parte qualche goccia sulle alpi riuscirò ad arrivare senza prendere pioggia.

La strada è bella e facile, i panorami sia in Francia come in Italia sono splendidi; ho anche la fortuna di vedere delle formazioni rocciose simili alle Meteore greche a Les Mèes e subito dopo il bel scorcio di Digne les Bains (ed il suo cimitero)con alle spalle le Alpi innevate; subito dopo, passato il grande mercato, la strada comincia a salire fino a Barcellonnette e da qui si prende la strada che sale lungo l’ Ubaye fino al col della Maddalena (e passa sotto al Fort de Tournoux, abbarbicato alle ripide pareti). Sosta di rito per la prima foto in territorio italiano dopo più di due mesi e lunga discesa (dal colle sono 21 tornanti) fino a Borgo San Dalmazzo e poi Santa Vittoria d’ Alba.

Qui ad attendermi ci sono mio fratello Marino e mia cognata Rosanna in compagnia di Umberto, il mio nipotino. In serata ottima cena a cui si aggiungono Alessandra e Luca, mamma e papà di Umberto. Le chiacchere ed i racconti si sprecano ed il tempo vola.

Domani giungerò a Pontelongo e riabbraccerò la mia adorata Anna.

Ciao ciao.

Maurizio

27.04.2023 ANDORRA LA VELLA

Ci salutiamo in strada dandoci appuntamento fra due mesi e mezzo col Lorcho e fra quattro mesi col Chuso quando ritorneranno in due momenti differenti dal viaggio verso l’Asia che inizieranno insieme il 22 di maggio : Josè Luis infatti, raggiunta la Mongolia, ritornerà attraverso la Russia mentre Jesus continua fino ad arrivare a Magadan ed a Vladivostok e poi ritorno .. ma entrambi si fermeranno a Pontelongo per qualche giorno!!

Quanto mai rapida l’ uscita da Pamplona e molto belle le strade di Navarra, col solito tomtom che dopo un po’ mi fa abbandonare la strada principale per mandarmi in mezzo alle montagne per quei percorsi alternativi che io amo molto.

diario del 27.04.2023 ANDORRA LA VELLA

Ci salutiamo in strada dandoci appuntamento fra due mesi e mezzo col Lorcho e fra quattro mesi col Chuso quando ritorneranno in due momenti differenti dal viaggio verso l’Asia che inizieranno insieme il 22 di maggio : Josè Luis infatti, raggiunta la Mongolia, ritornerà attraverso la Russia mentre Jesus continua fino ad arrivare a Magadan ed a Vladivostok e poi ritorno .. ma entrambi si fermeranno a Pontelongo per qualche giorno!!

Quanto mai rapida l’ uscita da Pamplona e molto belle le strade di Navarra, col solito tomtom che dopo un po’ mi fa abbandonare la strada principale per mandarmi in mezzo alle montagne per quei percorsi alternativi che io amo molto. Il profumo dei fiori di campo si alterna con l’odore acre dei tanti allevamenti di maiali che si incontrano (questa è zona di produzione dello Jamon iberico) mentre i paesaggi attorno sono interrotti dai ruderi antichi e dai tanti nuovi borghi.

Poco da dire se non che qui ad Andorra la benzina costa 1,45 €, che non pensavo ma esiste ancora la frontiera (anche se i doganieri neanche mi fermano ..), che sono in piena montagna ed il tempo cambia con una velocità impressionante (faccio appena in tempo ad entrare all’ hotel Sant Jordi che si scatena un temporale coi fiocchi .. che dura neanche mezz’ ora e lascia poi il posto ad un bel sole) e che penso che ad Andorra (paradiso fiscale) la gente stia economicamente bene .. almeno da quel che si può vedere!!

Domani ultima tappa “estera”; mi fermo infatti ad uno dei miei ostelli preferiti per la quarta volta:
l’ Auberge de Jeunesse di Arles mi aspetta ..

26.04.2023 LOS PICOS DE EUROPA

Colazione nello stesso locale della sera precedente, carico moto e poi via con Jesus in sella alla Sua KTM 1190 a farci strada nelle carreggiate della campagna della regione Castilla y Leon; piccoli borghi e vecchie chiese romaniche fanno capolino di tanto in tanto nella prima parte del percorso; poi la strada comincia a salire e grandi curvoni in salita o in discesa passano sotto le ruote delle nostre cavalcature. La prima sosta è al Parque regional de Montana de Riano y Mampodre, dove scattiamo tante foto del lago e delle montagne attorno; poco più avanti ci fermiamo per un caffè o un te per scaldarci un po’: fa infatti freschino!!

Scendiamo a valle ma solo per risalire lungo fantastiche stradine e passando per borghi in pietra che sembrano quasi finti all’ interno del Parque Nacional de los Picos de Europa, un parco di 65.000 ettari che si estende su tra regioni spagnole: CastiilayLeon, Asturie e Cantabria, parco abitato fin dal neolitico. La vetta più alta è il Torrecerredo a 2648 mt ma tutte le cime rocciose ancora innevate offrono uno spettacolo entusiasmante; il passaggio poi sulle gole è quanto mai gratificante per i motociclisti (tantissimi i biker inglesi che incontriamo lungo il percorso!!).

Scendiamo nuovamente e ci fermiamo per mettere qualcosa sotto i denti (bocadillo de lomo) e quindi ripartiamo per Pamplona, andando prima a Bilbao e poi a Vitoria Gasteiz ma qui il gps comincia a fare le bizze e per non perdere troppo tempo decidiamo per la Autovia a pagamento che in poco tempo ci fa arrivare alla meta.

Troviamo veramente rapidamente l’ ostello Aloha e dopo una rapida doccia usciamo per le vie cittadine: la cena in un ristorante turco!!

Domani ci separeremo e mentre loro ritornano a Leon io me ne vado all’estero: la meta infatti è Andorra, piccola repubblica indipendente in mezzo ai Pirenei.

Ciao ciao.

Maurizio

25.04.2023 ESTRELLA GALIZIA 1906

Ci alziamo alle sei e tre quarti ma riusciamo a partire solo alle otto; il traffico di Vigo a quell’ ora, come potete immaginare, è bello pesante ed il tempo non aiuta di sicuro: sembra che debba piovere da un momento all’ altro.

Invece non beccheremo neanche una goccia e sotto la guida del Lorcho la strada sulle montagne scorre veloce e senza intoppi; già alle 14 siamo davanti alla casa dove Jesus Nieto (detto Chuso) vive dividendo l’affitto con altri tre compagni: una ragazza e due maschi.

La casa è molto grande e soprattutto ha un giardino enorme dove il giovane spagnolo ha preparato un bel barbecue: forse ricorderete che Jesus per vent’anni ha aiutato il padre come “asador” al Salamanca, forse il più famoso locale di carne alla brace di Leon; ora il padre è andato in pensione e Lui si è preso un anno sabbatico per viaggiare e .. non fare nulla. Mica male come scelta!!

Siamo lì che stiamo mangiando e progettando futuri viaggi quando il Chuso, alzandosi dalla sedia, appoggia il piede su una affilata vanga da campeggio che ci aveva appena mostrato e si tagli il secondo dito del piede dx: una ferita bella larga ma soprattutto profonda, una ferita che butta tanto sangue, una ferita che io e Josè Luis decidiamo sia vista da un “centro de saude” lì vicino .. dove mettono 5 punti al giovane testone che non voleva proprio andarci. Comunque dai, poteva andare peggio.

Ritorniamo, ci cambiamo e andiamo al locale lì vicino lungo la strada dove ceniamo con tortilla e bocadillo .. innaffiati da un’ ottima Estrella Galizia 1906, la più buona birra della casa galiziana.

La bella notizia è che i due amici (anche il testone col piede tagliato) hanno deciso di accompagnarmi fino a Pamplona e restare a dormire nell’ hostel Aloha dove anch’ io sono alloggiato.

Navarra stiamo arrivando.

Ciao ciao.

Maurizio

24.04.2023 A PASSEGGIO PER VIGO

Dormo profondamente e mi sveglio tardi.

Poco da raccontare oggi, passata com’è la giornata quasi tutta nelle strade della città più importante della Galizia.

Le strade della città gallega si sviluppano principalmente come quelle del castro romano in direzione nord – sud, quasi praticamente in piano, ed in direzione ovest – est, quasi tutte in salita od in discesa.

Da Rua da Coruna 35 (dove vive el lorcho) ci sono quasi 2 km per arrivare al centro, zona pedonale, prendendo anche uno degli ascensori che permettono di passare senza fatica da unlivello di strada ad un altro.

Tanta gente nelle calle pur essendo lunedi e dopo aver finalmente trovato un cambio dinero per trasformare in euro i pochi dollari rimasti ci fermiamo a prendere un “corto de cerveza” , un birrino, lì nella zona pedonale della città.

Mila domani lavora come insegnante a Santiago de Compostela e quindi parte nel primo pomeriggio ed in serata mi concedo insieme a Josè Luis una tortillsa spagnola con champignon (ed ovviamente cerveza!!)

Domani si va a Leon per incontrare Jesus dopo l’incidente che ha avuto un mese fa in Marocco: son 360 km .. speriamo senza pioggia.

Ciao ciao.

Maurizio

23.04.2023 LORCHO, GRANDE AMICO

La giornata di oggi la ricorderò soprattutto per l’incontro finalmente dopo due anni con il mio grande amico spagnolo Josè Luis Ferreiro del Carmen .. detto Lorcho.

Ma andiamo con ordine .. si parte da Castelo Branco con un sole alto ed un cielo blu cobalto, senza una nuvola all’ orizzonte.

Ma già da Coimbra, quando mancano ancora più di 250 km prima di Vigo, grossi nuvoloni neri non promettono niente di buono e pochi km dopo comincia una pioggerellina fitta fitta che consiglia di mettersi tutto l’ antipioggia (copristivali, copripantaloni, coprigiacca e copriguanti) che mi fa guidare con tranquillità per i km che mancano.

E faccio bene perché sulle montagna della strada da Braga che il tomtom mi fa fare si scatena un bel temporale e l’ acqua che si riversa a terra è veramente tanta e .. potente.

Versi ormai Vigo la pioggia mi da tregua anche se il cielo resta in balia di tanti neri nuvoloni.

Dico commovente l’ incontro con il grande amico, naturalmente per me, perché dopo quasi due anni riusciamo finalmente ad abbracciarci di nuovo e rinverdire una amicizia che ormai è consolidata dai comuni interessi ed un sentire le cose della vita così simile.

Conosco anche Mila, la sua simpatica compagna, e la cena in casa assieme passa con una gran velocità ed una altrettanto rapida partecipazione dei temi affrontati fino a notte tarda.

Domani sarò ancora in compagnia degli amici di Vigo: un piacere stare qui.

Ciao ciao.

Maurizio

22.04.2023 CHI L’AVREBBE MAI DETTO!!

In camera “compartida” ci sono due letti a castello e siamo in tre per questa notte: io, Alipio ciclista francese (di Fontainebleu) ma di origine portoghese e che ha vissuto 22 anni in Angola e Tarik, indiano che è qui per una gara internazionale di scacchi. Gente simpatica ..

Dopo la partenza del ciclista e dopo che lo scacchista è andato al torneo mi metto dietro alla moto con pulizia e “oliaggio” della catena e pulizia (non lavaggio) con acqua e stracci della moto che era veramente lurida dopo ultima parte dell’ Algeria e tutto il Marocco: ovunque mettessi le mani o toccassi con l’ abbigliamento diventavo lurido!!

Intorno alle 10.30 vado a piedi verso il centro storico di Castelo Branco e resto decisamente colpito da questa cittadina poco conosciuta (almeno in Italia) ma che si rivela molto interessante con i suoi vecchi e stretti vicoli dove si affacciano “portados quinhentales” (porte cinquecentesche), con la sua Sè Catedral dove appese ai pulpiti laterali ci sono belle “colchas” (trapunte di lino lavorate con seta e motivi arabeggianti tipiche solo di questa zona), i giardini del Paco Episcopal (Palazzo Episcopale) che niente hanno da invidiare ai nostri bei giardini all’ italiana.

Un piacere quindi camminare per le vie cittadine e fermarmi anche in piazza davanti alla cattedrale dove, oltre a notare uno degli ultimi retaggi di un’ epoca passata, una cabina telefonica, mi dedico ad una delle mie attività preferite quando sono in viaggio: stare seduto su una panchina e osservare i tanti personaggi che passano, chiaccherano, ridono, cantano, si rincorrono, si guardano nelle vetrine per vedere come stanno, si baciano e abbracciano, parlano al telefono, etc etc ..

Ieri sera la pizza italiana al Mr. Pizza, 1° premio in Portogallo per miglior pizza, stasera molto più prosaicamente una caratteristica cena portoghese al “A Cozinha”.

Domani Vi dico : sono indeciso tra bacalao, tripas a moda do Porto, caldo verde, ovos moles de Aveiro, francesinha, arroz de mariscos .. mah!!

Ciao ciao.

Maurizio