17.04.2023 ACCIDENTI CHE MALE

Ohi ohi ohi .. si può dire che ho parecchio male al c..o? Beh, che si possa dire o no ce l’ ho e faccio perfino fatica a stare seduto in sella alla moto. Io non so se la sella del cammello era messa male, se sono fatto male io, se non mi sono seduto bene .. so che ho male e .. me lo tengo!!

Per contro tutti mi avevano detto che poi dovevo lavare quello che indossavo perché il cammello (dromedario) puzza: il mio doveva essere educato e si era lavato prima perché non puzzava affatto e la roba l’ ho lavata solo perché dovevo .. ma non puzzava affatto.

Ringrazio Mr. Brahim che mi ha riaccompagnato al villaggio facendomi strada in mezzo al deserto e parto per la strada già fatta; nonostante siano non ancora le otto fa già caldo e sudo anche solo a guidare. Solo quando arriverò nell’ Alto Atlante sarà un po’ più fresco e viaggerò proprio bene. Poco dopo Tazarine incrocio una moto che mi invita a fermarmi: sono Angela ed Alberto che avevo incontrato alle gole del Todra; ci fermiamo all’ ombra di due acacie, mangiamo un po’ di frutta, ci scambiamo informazioni e ci diamo appuntamento per una serata in Italia: bello conoscere nuovi amici.

Lascio la noiosa N10 e prendo la N13 che sale in montagna fino ad Achbaro dove la Gite Luna del Fuego mi aspetta con tante attenzioni e tutto quello che serve. Stasera mangio qui (finalmente ne tajine ne cous cous ma un bel barbecue di vacca) e dopo la colazione domattina farò prima le gole del Ziz per arrivare poi a Meknes.

Il viaggio in Marocco sta per finire .. tra due giorni sarò in Spagna ..

Ciao ciao.

Maurizio

16.04.2023 MEHARISTA PER UN GIORNO

Sono qui, in mezzo al nulla e con nulla di tecnologia a disposizione (o quasi ..); avevo già deciso di passare qui due giorni ma non immaginavo in queste condizioni e quindi .. si fa buon gioco a cattiva sorte!!

Anche stamattina alle cinque e mezzo circa mi alzo e non devo neanche fare strada: la sabbia delle dune quasi entra dalla porta della mia stanza e così già dal letto faccio la prima foto; poi cammino un po’ e ne faccio diverse altre .. Ieri sera la stellata sopra la mia testa era fantasmagorica: milioni di stelle senza alcuna interferenza di luci vicine o lontane, uno spettacolo che purtroppo non sono in grado di dimostrare fotograficamente!!

La colazione è invece ottima, con tutto quello che potevo desiderare .. e che non mi lascio sfuggire, naturalmente.

Ora mi aspettano tante tante ore di un caldo bello tosto, senza nulla da fare, per aspettare le cinque del pomeriggio quando arriverà il mio cammello (dromedario) con “conducente” per un giretto di un’ora tra le calde dune del deserto marocchino.

Stasera cena autogestita con la mia solita pasta italiana al sugo di pomodoro e tonno e domattina colazione italiana con cappuccino (italiano in busta) e cantuccini toscani originali: insomma, sono in mezzo al nulla, si, ma .. non senza nulla.

Domani tappa tosta (per la lunghezza ed il caldo) fino alle gorges du Ziz: spero sia un po’ più fresco.

Ciao ciao.

Maurizio

p.s. le foto quando avrò una connessione migliore

15.04.2023 IL MIO COMPLEANNO SULLE DUNE

Eh si, il tempo passa e da oggi anch’io entro nel mio sessantottesimo anno di età. E se non fosse che non posso condividere questa gioia con la mia adorata Anna la location sarebbe eccezionale: mi alzo infatti alle 5.30 ed a piedi vado sulle dune qui fuori per vedere il sorgere del sole. Fantastico!!

In Italia sono gia quasi le 8 del mattino ed il telefono diventa bollente per i tanti amici che mi fanno gli auguri: continuerà tutto il giorno ..

Saluto Monsieur Mohamed e parto per questi quasi 400 km che mi separano dall’ altro villaggio, oltrettutto più a sud, che a ragione si può considerare anticamera del deserto: M’Hamid el Ghizlane infatti, è proprio all’ inizio delle dune color ocra che si estendono per kilometri e kilometri.

Passo tanti paesini di magari poche case ma quasi tutte del colore della terra, costruite, come ho già detto, con paglia e fango; sono talmente belli e talmente diversi da quanto abbiamo in Europa che sarebbe da fermarsi ogni momento. Ovviamente non posso e così alle 14.30 sono già al cafe restaurant Azawad dove ho appuntamento col gestore del Ayour Camp, Monsieur Brahim.

I 2,5 km che separano il camp dal paese sono manco a dirlo di terra battuta e sabbia ma, insomma, nonostante le mie non grandi capacità di guida riesco a tenere il passo della nuova Toyota di Brahim ed arrivare senza incidenti allo spartano Ayour: le piccole abitazioni di fango sono proprio a ridosso delle dune (che sembrano entrare nella stanza), non c’è spina nè acqua (per lavarsi e andare in bagno bisogna portarsi nel complesso principale a una quarantina di metri in mezzo alla sabbia), bisogna portarsi l’acqua da bere, sono il solo ospite e .. non abbiamo nulla vicino: insomma, un novello Robinson Crusoe!! Dai, sto esagerando, è una battuta ..

In compenso mi fanno la cena (tajine naturalmente) e la colazione e chiederò anche a Brahim per un giro a dorso di cammello domani mattina.

Adesso vado a lavare un po’ di roba e a ricaricare il telefono nel complesso principale .. di connessione neanche parlarne!!

Ciao ciao.

Maurizio

p.s. le foto appena avrò una connessione migliore

14.04.2023 LA PORTA DEL DESERTO

Ieri sera a cena ci hanno raggiunto Alberto ed Angela, due motociclisti su bmw 1200 gs che abitano a Trebaseleghe (Lui era designer all’ Aprilia di Noale). Alberto lavorava con Federica, volontaria Emergency e grande amica, che gli aveva parlato di me, stavano girando in Marocco e così si è fatto 200 km in più per venire a conoscermi: secondo mi el xe mato ..

Stamattina partiamo tutti in direzioni differenti e dopo i saluti ed abbracci io prendo la strada verso Merzouga, quella che viene universalmente conosciuta come la porta del deserto marocchino; strada facile, poco più di 200 km, con le alture sempre più rade e la piattezza che comincia a prendere il sopravvento.

Incontro qualche gruppo di beduini, vedo un vecchio sistema di canalizzazione dell’ acqua e di pozzi, vado ad un museo dei fossili e dei minerali ad Erfoud, tom tom mi fa fare una strada in parte sterrata dentro ad oasi con edifici di fango e finalmente arrivo al “villaggio”: la strada asfaltata finisce e per arrivare alle varie destinazioni ci sono solo strade con parecchia sabbia (rischio anche di cadere ma riesco a stare in piedi ..).

La Maison Adrar è una casa di famiglia molto grande, con un ampio giardino con tante palme e con solo un portone di ferro lungo la cinta esterna a separarmi dal deserto vero: wow ..

Dormo in tenda (e sono per oggi l’ unico ospite), mangerò cena e colazione qui nel grande “salon” e domattina partirò verso un’ altra bella destinazione: M’Hamid el Ghizlane dubito sotto Zagora .. e lì, per non farsi mancare nulla, proverò a fare un giro in cammello!!

Ciao ciao.

Maurizio

13.04.2023 LE GOLE

La serata a cena in compagnia di Andree e Marleene passa piacevolmente (anche con due cantuccini come dessert) ed al mattino ci ritroviamo sulla terrazza per una succosa colazione; i due ragazzi sono amabili conversatori ed il tempo passa velocemente in loro compagnia ..

Tiriamo fuori le tre moto dal garage di Monsieur Alouf, le carichiamo ed insieme andiamo verso le gole con Andree che guida il gruppo; giunti alla sommità ci separiamo e mentre loro proseguono io scendo a vedere lo scorrere del Dades e l’inizio del canyon. Ci sono anche altri turisti italiani (in auto) e molti pullmini marocchini con gente da tutto il mondo.

Ritorno indietro di una quindicina di kilometri e prendo la RN10 verso Tinghir, questa nuova città in continua espansione, porta di accesso alle gorges più famose del Marocco, quelle del Todra; i villaggi che attraverso sono essi stessi una continua attrazione, arroccati lungo i fianchi della montagna, quasi mimetizzati, costruiti come sono con le stesse rocce che li circondano: ci sarebbe da fermarsi centinaia di volte per fotografare gli spettacoli sempre nuovi che si presentano ma ci vorrebbero mesi ..

La bellezza delle Gorges du Todra è veramente spettacolare ed anche se turisticamente molto frequentate (diverse le corriere, i pullmini, le auto e le bancarelle di venditori vari) è sempre emozionante passare con la propria moto in mezzo alle alte pareti rossastre e di fianco alle basse rive del fiumiciattolo: se penso che ci sono arrivato da solo con la mia moto, senza guide, senza agenzie, senza tour organizzati .. beh, è una bella sensazione, dai!!

Ed un’altra bella sensazione viene dall’ incontro ed dai sinceri abbracci che ci scambiamo quando nel pomeriggio arrivano Sonia e Matteo, i due amici di Salsomaggiore T. di cui sono stato partecipe delle nozze e con i quali da 2-3 anni progettavamo l’incontro in moto fuori dall’ Europa. Con i due simpatici emiliani saremo insieme a cena e a colazione ed arriveranno anche altri due italiani in moto: un bel gruppo stasera dopo tanto viaggiare solitario. Le foto si sprecano ..

Domani una delle tappe simbolo di un viaggio in moto in Marocco: Merzouga, la porta del deserto.

Come sempre speremo ben ..

Ciao ciao.

Maurizio

12.04.2023 COLAZIONE (E CENA) IN TERRAZZA

E’ la prima volta in questo viaggio che faccio la colazione su una bella terrazza e quella del Essassi 23, avevo già visto ieri sera, domina questa parte della città, affiancata com’ è al più bel palazzo di Marrakech (già residenza del reggente al provveditorato francese), costruito alla fine dell’ 800 e intitolato alla moglie preferita del visir Ahmad Musa (colui che lo fece costruire): il Palazzo della Bahia.

Sono attorniato da tortore e piccoli uccellini, la colazione è abbondante, sono solo, l’aria è fresca e si sta bene: ahh, la giornata comincia bene ..

Il percorso è di circa 300 km e dopo gli iniziali in pianura, e nel traffico, la strada comincia a salire; ci sono parecchi lavori in corso per ampliare la carreggiata ma in genere la RN9 che collega Marrakech con Oarzazate passando per l’Alto Atlante è facilmente percorribile. Quando poi la salita diventa impegnativa e si va verso il Tizi N’ Tichka (il passo più alto del Nord Africa con i suoi 2260 mt) le curve si susseguono alle curve in un crescendo di adrenalina che mi solletica come pilota e che mi fa superare tutti in mezzi incontrati; il panorama inoltre è splendido con le montagne attorno ancora in parte ammantate di neve ed il fondo valle, percorso dal torrente Tichka, che sembra un’oasi senza fine.

Oaurzazate, resa nota al grande pubblico perché qui Bernardo Bertolucci nel 1990 girò le scene del film “il tè nel deserto”, viene considerata la porta del deserto marocchino anche se ormai è a tutti gli effetti una città moderna con quasi 80.000 abitanti.

Passo davanti agli Atlas Studio (dove vengono e vennero girate diverse scene di film) e, appena fuori della città, la centrale solare termodinamica; da qui in avanti è un susseguirsi di piccoli villaggi con abitazioni tradizionali costruite con mattoni di paglia e fango fino a quando giro completamente a sinistra e prendo la vallata del Dadès, tra alte montagne rossastre e tanto verde nel fondovalle.

La Maison D’ hote Amazir non è niente di eccezionale ma ha una posizione stupenda, una buonissima connessione wifi, una buona doccia e Monsieur Alouf è pieno di premure e cortesie (il te in terrazza e stasera la cena, fuori la sua macchina dal garage per far posto alla mia moto, pieno di informazioni sulle gole).

Ci sono anche Andrew e Marlene, due motociclisti olandesi (con due moto, anche Lei guida!!) con cui scambiamo tante chiacchiere e informazioni: stasera si mangia insieme sulla terrazza affacciata sulle pareti rocciose.

Domani altre gole, quelle del Todra, ed incontro con Sonia e Matteo ..

Ciao ciao.

Maurizio

11.04.2023 PIAZZA JEMAA EL FNA

Faccio un po’ fatica a lasciare Tino, mi sembra quasi di lasciare un pezzo del mio passato .. poi però penso al nuovo Tino incontrato a Windy Kaouki, al Suo nuovo stile di vita, alle Sue scelte (assolutamente condivisibili), ai Suoi ritmi così lontani dalla frenesia che ci attanaglia nel nostro mondo e .. bravo Tino, hai fatto scelte coraggiose e ne hai tratto sicuramente beneficio. Spero di ritornare ..

Percorro la strada del Souss verso Marrakech e incontro tantissime cooperative e shop dell’ Argan: l’ ho già preso ma mi viene in mente che sarebbe proprio un bel pensiero per gli amici della “Banda dei Viaggiatori”, qualcosa di unico che cresce solo in questo territorio .. e poi, da mona, ieri non ho fatto filmato alla mia “cicerona”. Così mi fermo e faccio finta di non sapere nulla .. e la gentile produttrice mi spiega tutto per bene.

Arrivare a Marrakech è facile, ed anche nel traffico cittadino me la cavo bene; altra cosa arrivare all’ hotel, con google maps che ha un altro indirizzo e così mi cucco 1,5 km a piedi all’ interno della medina con 35° e l’abbigliamento da moto addosso .. e quando lo trovo non posso neanche lasciare la moto nella larga e libera strada perché di notte è pericoloso (dice il ragazzo alla reception). Porto ad un garage, mi lavo, mi cambio e via a piedi verso una delle piazze più famose al mondo, la Jemaa el Fna: turistica, piena di gente da tutte le parti del mondo (per la prima volta vedo ragazze e ragazzi in abiti “succinti” .. in un paese arabo (!)), caotica, enorme ma ..affascinante, con i saltimbanchi, gli incantatori, i venditori di qualsiasi cosa .. bella, bella, bella!!

Si lo so, sono un ottimista e vedo tutto rosa ma .. come si fa a non restare affascinati nel vedere una cosa così diversa da quello a cui siamo normalmente abituati. E spero veramente di restare sempre così ..

Cena in medina lungo Riad Zitoun Lakdim e rientro al Essassi 23 (che poi è l’ indirizzo dell’ Hotel) in tempo per postare il diario di giornata insieme a qualche foto (accidenti, mi sono dimenticato la fotocamera in albergo quando sono andato alla piazza: portate pazienza è l’ età .. purtroppo).

Domani una delle cose paesaggisticamente più interessanti del Marocco: le Gorges du Dadès .. sperando di non dimenticare la fotocamera!!

Ciao ciao.

Maurizio

10.04.2023 WINDY KAOUKI : MA QUANTI AMICI HA TINO?

Lascio a malincuore il riad asrir a Tiznit ma soprattutto lascio i due ragazzi, Kadija e Isaam, che si sono prodigati per rendermi ancor più piacevole il soggiorno in un posto che già mi piaceva tanto.

Sto rifacendo la stessa strada di una settimana fa che tanto mi era piaciuta (unica nota stonata l’ intenso traffico e le tante rotonde di Agadir): poi però la costa si rivela ancora magica, con tantissime lunghe spiagge vuote, riempite di quando in quando da frotte di surfer, che dalle targhe su auto e furgoni arrivano da tutte le parti del mondo.

Quando abbandono la costa e mi diverto con kazakina su curve e controcurve dell’ interno sono nel Souss, la zona di coltivazione dell’ argan, dalle cui piccole noci si ricava un olio che sembra quasi miracoloso per le sue proprietà, sia alimentari che cosmetiche. Ci sono molte rivendite, ufficiali e no, ma decido di fermarmi al negozio di una cooperativa femminile (così da poterle in minima parte aiutare): la signora berbera dalla carnagione scurissima è prodiga di spiegazioni su come si lavora (la nocciola viene aperta e preso il frutto che viene poi passato su una macina e spremuto come l’ oliva), cosa si utilizza ( il frutto biancastro interno, appunto), come vengono utilizzati gli scarti (i gusci servono poi per riscaldare), cosa se ne ricava (diverse cose, dall’ olio per uso alimentare o cosmetico alla marmellata, al miele prodotto dalle api del luogo). Insomma, molto interessante.

Da Tino arrivo intorno alle 14 e dopo i soliti abbracci ed i saluti di vecchi amici (Mirko, Giulio, Marco, Giorgio, Fabio, Mario) mi mostra l’appartamento dove alloggerò per stanotte: caspita se è bello.

Stasera cena con Tino a base di ..? Ma si, tajine di mandorle e prugne ma .. fatto da Tino!! E non è poco ..

Domani Marrakech; ho prenotato un hotel a 250 mt da Jemaa el Fna, una delle piazze più celebri del mondo, stregato forse dagli incantatori di serpenti e dai mercanti del souk, fra gioielli berberi e te alla menta ..

Ciao ciao.

Maurizio

09.04.2023 PASQUA DI RESURREZIONE

E’ si, oggi è Pasqua, ma qui in Marocco (paese a forte prevalenza musulmana) si avverte meno; non me lo sono dimenticato ma a ricordarmelo ci avrebbero pensato i centinaia di whatsapp arrivati a tutte le ore .. se per caso ho saltato di rispondere a qualcuno gli faccio gli auguri qui con questo post.

Pasqua è sinonimo di pace e così la prima cosa che faccio stamattina è andare in uno dei luoghi simbolo di Laayoune (capitale della Repubblica Democratica dei Sahrawi – i tuaregh per capirci – non riconosciuta dal Marocco che ha fatto suo questo territorio, ricco di fosfati e .. altro) e scattare una bella foto con la bandiera della pace degli amici dell’ AVIP (grazie Francesco) posta sopra la mia moto!!

Ieri sera quando son salito in camera dopocena sono stato chiamato giù in reception dove mi aspettava Benoit, giovane motociclista francese di Lione, alloggiato anche Lui al Sahariano, che in sella alla Sua fiammante ultima edizione della Tenerè F700 Yamaha sta facendo il Suo Tour du Monde; grande scambio di informazioni e consigli (ammesso che ne abbia ..) e ideale passaggio di consegne tra un vecchio ed un giovane biker. Buena suerte, Benoit, e buona strada naturalmente ..

Stamattina colazione in camera (con i buonissimi cantuccini portati dall’ Italia), foto per AVIP e riparto sul tragitto al contrario dell’altro giorno e direi che c’è veramente poco da segnalare; al rifornimento programmato pulisco nuovamente la catena e la olio per bene; passo nuovamente per Tan Tan e la trovo ancora più sonnolenta della prima volta (forse perché stavolta non ci sono neanche gli studenti a movimentarla un po’); cambio più volte di corsia nel raddoppio in parte in costruzione della N1.

La vera, grande, rompente novità sono gli ultimi 250 km da Tan Ran a Tiznit (passando per Guelmim) dove io e Kazakina veniamo presi di infilata da un forte vento proveniente dal deserto, un vento caldo e afoso (umidità a iosa) che muove tanta tanta sabbia e che costringe a viaggiare obliquamente: una vera odissea con il sottoscritto che ha dolore al collo e kazakina che ha tutta la parte anteriore (cupolino, paramani, forcelle, faro, frecce, luci supplementari, carenatura) di un bel rosso sfumato.

Tutto dimenticato quando arrivo al Riad Asrir, nel bel mezzo della casbah di Tiznit: un albergo tradizionale marocchino, completamente in adobe (fango e paglia) e con arredamento originale dell’ 800. La gentilezza poi di Kadija e la competenza (anche in inglese) di Isaam aggiungono un valore in più a questo luogo fuori dal tempo. Bravi ragazzi.

L’avevo promesso e, anche se fuori dal tragitto ottimale, domani ritorno da Tino: ho tanti saluti da portargli.

Ciao ciao.

Maurizio

08.04.2023 COME BACK

Oggi Kazakina compie 50 .. non anni, naturalmente, ma mila kilometri e direi che li porta proprio bene. E’ da ieri che ci penso ma naturalmente me ne ricordo solo quando sono passati da 26 km: poco male.

Presa la decisione sto facendo ritorno verso casa ma Vi assicuro che me la prendo comoda; ho ancora un sacco di luoghi da vedere, amici da incontrare, strade da percorrere .. ed anche un traghetto.

La strada l’ho fatta ieri e Ve ne ho raccontato nel precedente post; quello che è cambiato è il tempo, il cielo è molto più terso di ieri ed i colori di terra, mare e cielo sono tutta un’ altra cosa, molto ma molto più piacevoli.

Due cose invece voglio raccontarVi di questo tratto del mio viaggio.

La prima le abitazioni sulla falesia che si affaccia sul mare: sono poco numerose, spesso a decine di km una dall’ altra e definirle abitazioni è un puro eufemismo: sono capanne di sterpi e fango, baracche di legno, tende fatte con teli e stracci, talvolta uno o due container appaiati.Sembrano disabitate ma se ci si ferma e si guarda bene ci sono abiti ad asciugare, usci aperti, talvolta persone intente alle loro povere occupazioni. Chi sono? Sinceramente non lo so, forse pescatori, forse eremiti, forse disadattati o forse gente normale che ha deciso questo tipo di vita senza tutte le comodità occidentali: ed avendo meno necessità sono forse meno infelici e più in armonia con sé stessi.

La seconda sono i cartelli che avvisano del possibile passaggio di cammelli (dromedari); quello che fa specie è che dicono di fare attenzioni agli animali “domestici”: da noi si farebbe attenzione a cani, gatti, magari criceti o canarini .. qui attenzione ai dromedari. Mah, paesi che vai animali domestici che trovi!!

A Boujdour mi fermo per ricaricare 20 gb sul telefono e prelevare dei dirham: è una bella cittadina, molto ordinata e pulita e pur essendo sabato i servizi funzionano quasi tutti.

Ritorno così al Sahariano Hotel, ritrovo la stessa buona stanza, e stavolta a 250 mt c’è il MacDonalds e ne approfitto: lo sapete, in Italia non ci vado MAI ma in certe situazioni all’ estero va proprio bene .. di tajine e couscous ne ho mangiati di tutti i tipi!!

Ciao ciao.

Maurizio